Mercoledì, 23 Gennaio 2019

 

 

Libri

PIÙ VICINO A DON TONINO BELLO

Oltretutto, il monologo di Michele Santeramo

 

Elvira Zaccagnino

 

28/09/2017 - Ci sono modi diversi per raccontare le storie di vita di persone che sentiamo… Ecco forse basta scrivere solo "sentiamo" per avvertire tutto intero il movimento che alcuni destano con forza dentro di noi aprendoci alla nostalgia. Il ricordo, il loro sguardo, il tono di voce, quello che hanno scritto, detto e fatto resta dentro e si fa sentire, non come assenza di loro ma come un pieno di vita da svolgersi ancora. Perché la nostalgia di alcuni ha il potere di scatenare il desiderio di protendersi nel futuro e non il rimpianto del passato. La storia di questi la si può raccontare e scrivere mettendoli al centro di un canovaccio da impreziosire con un cameo di episodi e particolari che ci restituiscono vite che ritrovano un senso pieno in se stesse. Oppure... Si può raccontare di altro, di quello che accade alle vite degli altri grazie alla vita di quello solo.
Oltretutto è questo: una biografia delle vite che hanno in modi diversi incrociato la vita di don Tonino Bello. Una biografia che sente il tocco delle sue scelte, del suo impeto, del suo amore verso l’altro, della cifra che lo ha reso e rende unico e prezioso ancora oggi per tanti. Quelli che c’erano allora e quelli che casualmente lo hanno ‘sentito’ dopo attraverso i racconti di altri o i suoi scritti. Perché come scrive Michele Santeramo: "ci sono vite che cambiano le vite", permettendo ad altri di essere santi e profeti, giusti e timorosi, capaci di misericordia e speranza, uomini e donne, salvati e salvatori. Questo registro narrativo scelto da Michele ci è sembrato il modo migliore per raccontare la vita di don Tonino a distanza di tanti anni: gli effetti e non i soli fatti. I racconti e non il solo racconto. Perché come scrive "la cronaca della vita di don Tonino è dappertutto". E la cronaca si dispiega nell’oggi non nel passato.
Un testo teatrale da ascoltare e leggere. Sentire dentro. Come il mare che è schiaffo e carezza, ti spinge o travolge, ma sa anche cullarti e accompagnarti. Quel giorno "Le speranze presero posto, non viste, in prima fila". Quel giorno ha date e anni diversi nella vita di molti che hanno incrociato la biografia del prete salentino, poi vescovo di Molfetta e Presidente di Pax Christi. E non è importante quale data sul calendario abbia quel giorno ma il fatto che le speranze, quelle di ognuno e pertanto diverse, potettero trovare posto nella cronaca e nella storia grazie a lui.
Con sentimento di gratitudine verso don Tonino e verso Michele, condividiamo queste pagine con i lettori dedicandole a Guglielmo.

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