- 19 Novembre 2017
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FEDE

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Parola e Vita
 
«BEATA SEI TU, O VERGINE MARIA»
 
Commento al Vangelo del 8 settembre 2017, Natività della Beata Vergine Maria

Don Onofrio Farinola

08/09/2017 - Ripetitiva, forse monotona, ma un canto più che ritmato con note che si ripetono in maniera cadenzata con un modulo dolce. Il racconto della genealogia che l’evangelista Matteo ci presenta nell’odierna festa della natività della Vergine Maria con la ripetitiva parola “generò” crea un intreccio ben compaginato di storie diverse fra loro ma accomunate da un unico obiettivo: dare la discendenza al Figlio di Dio. Il racconto genealogico ripetendo il verbo “generò” riannoda quelle vite “corrette” con quelle “distrutte” per compensare ogni storia distorta dalla miseria e dalla fragilità umana. Quel melodico racconto intervallando ogni frase con il verbo “generò” non fa altro che gettare una luce nuova su ogni volto descritto, in particolare sui volti che erano stati coperti dalla coltre tenebrosa del peccato originale.
Il racconto della genealogia matteana, prendendo la rincorsa dalla generazione del primo padre nella fede, Abramo, come un fiume in piena sfocia nel grande oceano dello Spirito che vede nella nascita di Gesù Cristo il suo centro. Non solo, ma la genealogia dell’evangelista san Matteo mette in evidenza la radice umile ma al tempo stesso regale del Figlio di Maria e Giuseppe. Non poteva essere diversamente essendo Gesù di origine divina e umana. Così infatti ci fa ripetere il Credo che ogni domenica recitiamo: “Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio… Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”. La Vergine Madre entra a pieno titolo in questo fiume che investe ogni generazione per condurlo verso la foce che porta nell’oceano dello Spirito. Pur celebrando la festa della natività di Maria, noi non sappiamo nulla della sua nascita. Ma è ricordando la nascita del suo Figlio che siamo condotti a celebrare quello di sua Madre. È grazie alla nascita della Vergine Maria che il Figlio di Dio è venuto nel mondo; è grazie alla vita donata a Maria che Dio ha potuto fare il suo ingresso nel mondo; è la nascita di Maria che ha permesso la nascita della Vita per eccellenza, Gesù Cristo.
Celebrare la festa della natività della Donna di Nazareth è celebrare la bellezza non solo di una nascita, ma di una vita, e di una vita non in potenza ma in atto. Una vita destinata a generare Vita. La festa odierna ci fa celebrare la bellezza della fecondità della vita. Di quella vita che è promessa. Ogni vita è feconda e ogni vita è una promessa che genera vita. Ogni vita è un fiore che sboccia, è un seme che feconda, è una luce che rischiara, è un frutto che matura, è una stella che brilla, è un fuoco che riscalda, è una parola che rianima, è una presenza che incoraggia, è un volto che ama. Per questo la vita è sacra.
La festa odierna ci sta a ricordare la sacralità della vita, di ogni vita. È necessario fare attenzione a non calpestare il fiore che sboccia; è necessario irrigare il campo perché il seme generi il frutto; è necessario non impedire alla luce la sua attività rischiarante; è necessario fare attenzione a cogliere al momento opportuno il frutto maturo perché non cada per terra; è necessario vivere la notte stellata nell’attesa della nuova alba; è necessario fare attenzione perché non si spenga il fuoco della passione che genera l’amore; è necessario ponderare ogni parola perché non ferisca una qualsiasi vita; è necessario vivere la vicinanza di un amore che desta coraggio; è necessario non imbrunire il proprio volto per non oscurare la propria e l’altrui vita. La vita è sacra. Per questo ogni nascita va accolta nella sua infinita e pluriforme bellezza. Perché ogni nascita è una promessa di un’altra vita.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

Matteo 1,18-23