- 19 Novembre 2017
don Tonino, Vescovo - Home Page
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2. LA FORMAZIONE



"La tentazione del ritorno sui propri passi è una tentazione di tutti. Sarei stato un anormale se non avessi avuto la tentazione a tornare indietro. Però ho visto che era molto bello dare una mano al Signore per annunciare il Regno di Dio in questo modo".

Gli anni di permanenza nel seminario di Ugento furono cinque. Frequentò i tre anni delle medie e i due del ginnasio. Il suo impegno nello studio e in tutte le attività comunitarie richiamarono l’attenzione dei superiori i quali, compiaciuti per le doti di quel ragazzo, non ebbero grandi difficoltà a prevedere per lui un futuro ricco di grandi soddisfazioni. Terminati gli studi ginnasiali, Tonino si trasferì al seminario regionale di Molfetta per compiere i tre anni di liceo. Qui conseguì la maturità a pieni voti ma con gli occhi di tutti i professori puntati su di lui. Persino il vescovo di Ugento, monsignor Ruotolo, constatò di persona l’intelligenza e la cultura di Tonino e pensò di trasferirlo a Bologna, presso il seminario ONARMO a studiare Teologia. Il seminario ONARMO differisce dagli altri per il semplice motivo che prepara i futuri sacerdoti ad avere contatti con il mondo operaio, una realtà, questa, delicata e importante. In quel periodo, inoltre, arcivescovo di Bologna era il cardinale Lercaro, un nome abbastanza conosciuto negli ambienti della Chiesa cattolica; addirittura era uno tra i più papabili alla morte di papa Giovanni XXIII. Era noto a tutti l’impegno del cardinale Lercaro per la riforma liturgica, e lo stesso Tonino, che era alla “corte” dell’arcivescovo bolognese, di questa corrente condivideva i canoni. Era contento di quell’esperienza che stava vivendo, ed era altresì soddisfatto di come procedevano i suoi studi. L’esperienza vissuta nel capoluogo emiliano, durata cinque anni, fu decisiva e determinante per la formazione sacerdotale del giovane Antonio Bello, ormai pronto ad essere consacrato al Signore.
Era il 1957. Tonino a Bologna aveva terminato il quadriennio di Teologia. E dopo essere stato consacrato Diacono dallo stesso cardinale Lercaro, si accingeva a realizzare il suo più grande sogno. Ma per la giovanissima età, appena ventidue anni, occorreva una dispensa che autorizzasse l’Ordinazione sacerdotale. Il vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca, monsignor Ruotolo, che conosceva Tonino e che era già stato informato della incredibile stima che il giovane contava, non trovò alcuna difficoltà a concedere l’autorizzazione. E fu lui stesso a presiedere il rito di consacrazione l’8 dicembre 1957, festa dell’Immacolata, nella chiesa di Alessano. Circondato dalla presenza e dall’affetto dei suoi familiari, il giovane don Tonino si apprestava a percorrere una nuova e lunghissima strada.
La prima tappa del cammino sacerdotale fu caratterizzata dal conseguimento della Licenza alla Facoltà teologica di Milano. Si trasferì a Ugento nel 1958. Appena giunto nel seminario di Ugento, oltre ad essere incaricato della disciplina, don Tonino fu nominato professore di più materie scolastiche. Durante la sua permanenza, durata diciotto anni, fu prima prefetto, poi vice rettore e in ultimo dal 1974 al 1976 rettore del seminario. Quegli anni sono fondamentali perché mettono a nudo ulteriormente le capacità educative e pastorali di don Tonino, il suo impegno senza sosta, la sua cultura senza confronti.
Nel 1962 il Concilio Vaticano II, voluto da papa Giovanni XXIII, stava per iniziare e monsignor Ruotolo che doveva seguirne i lavori a Roma decise di portare con sé don Tonino, ormai lo considerava suo personale teologo. Infatti, le tracce degli interventi che il vescovo di Ugento fece durante le sessioni conciliari furono preparate da don Tonino il quale trovò anche il tempo di scrivere un diario su quella esperienza romana.
È inutile sottolineare come l’aria di rinnovamento lanciata dal Concilio Ecumenico gli condizionerà molto la già ricca cultura pastorale che, successivamente, evidenzierà durante il suo ministero episcopale. Anche nella diocesi ugentina don Tonino si impegnò e tanto per applicare gli insegnamenti che il Concilio aveva lasciato. Nel frattempo, il contributo notevole che don Tonino offrì al suo vescovo nel soggiorno a Roma era servito a preparare una grande sorpresa. Il vescovo Ruotolo lo fece nominare “monsignore”. A ventotto anni don Tonino era già monsignore! Naturalmente egli accettò di buon grado quella sorpresa, ma continuò a farsi chiamare “don” Tonino, e lo farà pure dopo la sua nomina episcopale. Non dimentichiamo, inoltre, che mentre era a Roma don Tonino si iscrisse all’Università Lateranense laureandosi, nel 1965, in Teologia.
Gli anni di permanenza nella città di Ugento avevano messo in risalto un’altra passione di don Tonino: lo sport. Ogni attività sportiva e agonistica lo trovavano pronto ad impegnarsi con i suoi ragazzi fino all’estremo delle sue forze fisiche. Era riuscito, addirittura, ad ottenere il patentino di arbitro di calcio, sostenendo i relativi esami. Anche la pallavolo lo entusiasmava. Anzi, egli stesso diede origine a una squadra del seminario, riuscendo a imporsi ed a raggiungere in quella disciplina sportiva incredibili risultati nel campionato nazionale.
Nel 1978 lasciò il seminario quando il vescovo monsignor Mincuzzi, succeduto nel frattempo a Ruotolo, lo nominò amministratore parrocchiale del “Sacro Cuore di Ugento”. Appena arrivato in parrocchia don Tonino si tuffò a tempo pieno nel suo nuovo lavoro. Ricostituì subito il Consiglio parrocchiale, dedicò particolare attenzione al canto sacro e alla preparazione al commento delle letture della domenica. La gente ricorda ancora quando don Tonino girava in continuazione per le strade della parrocchia. Infatti conosceva tutti, e chiamava ciascuno per nome. Per tutti aveva un sorriso e una parola di incoraggiamento. Nel 1979 fu eletto parroco della “Natività di Maria” in Tricase, e si preparò così a trasferirsi nella nuova parrocchia che gli era stata affidata dal vescovo Mincuzzi.

Il testo della presente biografia è liberamente tratto dal libro di Sergio Magarelli, Don Tonino Bello Servo di Cristo sul passo degli ultimi, Luce & Vita, Molfetta 1996.